Vai al contenuto
Luciano Ferrari

Luciano FerrariScrittore

Dentro il frigorifero di un uomo single c'è tutto quello che non ha ancora deciso.

«Il frigorifero degli uomini single» è il mio primo romanzo. Settantadue ore a Milano in cui arriva tutto insieme. Si ride. Poi a un certo punto no.

Copertina del romanzo «Il frigorifero degli uomini single» di Luciano Ferrari: un frigorifero aperto nel buio con mezza mozzarella, ketchup, una birra e un limone
«Gli specchi del mattino dovrebbero essere vietati dalla Convenzione di Ginevra.»
Si ride
«Nessuno ci insegna che l’amore richiede manutenzione, proprio come le caldaie o le ginocchia.»
Poi a un certo punto no
«Il mondo aziendale è fondato su persone che fingono di comprendere cose prive di significato.»
Si ride
«Tre anni di relazione ridotti a un’emoticon educata.»
Poi a un certo punto no
«I social sono questo: persone confuse che cercano di sembrare risolte davanti ad altre persone confuse.»
Si ride
«Crescendo scopri che l’insonnia non dipende mai dal caffè, ma dai pensieri che hai evitato tutto il giorno e che di notte tornano a bussare come creditori.»
Poi a un certo punto no
«Molti single sviluppano un rapporto emotivo con gli alimenti morti; lasciarli lì significa non ammettere che qualcosa è finito.»
Si ride
«La nostalgia ha sempre una componente tossica: la desideri anche quando sai che ti ha fatto male.»
Poi a un certo punto no
«A volte l’unico modo per sopravvivere è trasformare la vita in una barzelletta.»
Si ride
«Se ci metti più di cinque secondi, la risposta è sempre no.»
Poi a un certo punto no
Copertina di «Il frigorifero degli uomini single»

Il romanzo

Il frigorifero degli uomini single

Lorenzo ha trentotto anni, un bilocale a Milano e un frigorifero con mezza mozzarella, ketchup, una birra e un limone morto da due settimane. Alle 2:17 il suo migliore amico gli scrive «sei sveglio?». Da lì, in settantadue ore, arriva tutto insieme: un amico in fuga, un padre che deve fare degli accertamenti, una ex che ricompare. Un romanzo ironico e malinconico su chi sa pagare le tasse ma non ha ancora capito come si diventa grandi.

ore
72
telefonate
3
limone
1

Tre telefonate

In settantadue ore arriva tutto insieme.

Per anni non succede niente. Poi, tra un mercoledì notte e un sabato, la vita presenta il conto di tutto quello che era stato rimandato.

  • L'amico

    Nico

    È in autostrada da due ore. Vicino a Novara, crede.

    Ha detto a Federica che forse non vuole figli. Il problema è che avevano già comprato un passeggino, durante una promozione.

    «Certe amicizie diventano l’arredamento emotivo della tua vita: smetti di notarle finché non immagini, per un secondo, come sarebbe il mondo senza quella persona.»
  • Il padre

    Papà

    Sessantasette anni. Il medico ha trovato qualcosa ai polmoni.

    «Parliamone con calma», scrive Sara. E nessuno usa «con calma» quando le cose sono davvero tranquille.

    «Era di una generazione di uomini che non parlavano dei problemi; li tenevano in tasca insieme alle chiavi e al pacchetto di sigarette.»
  • La ex

    Marta

    Tre anni insieme. Ultimo messaggio: «Grazie :)».

    Poi, proprio giovedì sera, il suo nome ricompare sul display. Ha appena chiuso con l'architetto perfetto. E sta guidando verso casa di Lorenzo.

    «Ci sono messaggi che non sono parole: sono crepe. Basta leggerli una volta e senti riaprirsi qualcosa che avevi passato mesi a cercare di tenere sigillato.»
«Non mi sentivo triste. Mi sentivo parcheggiato, come quelle macchine lasciate mesi nello stesso posto che diventano parte del paesaggio e che nessuno nota più.»
Da «Il frigorifero degli uomini single»
Luciano Ferrari, autore del romanzo, sorride seduto in camicia rosa

Luciano Ferrari · Vigevano

L'autore

Chi ha aperto quel frigorifero.

Luciano Ferrari vive a Vigevano, a mezz'ora da Milano: abbastanza vicino da conoscerla bene, abbastanza lontano da guardarla con ironia. «Il frigorifero degli uomini single» è il suo primo romanzo.

«Non è una storia d'amore. È la storia di ciò che resta quando l'amore finisce e bisogna comunque imparare a fare la spesa, a tenere in piedi un'amicizia di vent'anni e a sedersi accanto a un padre senza dire niente.»
Luciano Ferrari, sul romanzo
Conosci l'autore

Una pagina, adesso

Non fidarti di me. Fidati di una pagina.

È notte fonda. Lorenzo ha appena chiuso la telefonata con Nico. Questa è la scena da cui il romanzo prende il titolo.

Niente email, niente registrazione. Se ti piace, l'inizio continua per altri 14 minuti.

Dal primo capitolo

Chiusa la telefonata, aprii la chat di Marta. Ultimo messaggio, tre mesi prima: “Buon compleanno”, “Grazie :)”. Tre anni di relazione ridotti a un’emoticon educata. È incredibile la velocità con cui due persone passano dal dormire abbracciate a diventare estranei che si mandano faccine gentili. Guardai la sua foto profilo: in montagna, sorridente, con quell’aria da donna che sa proprio dove mettere le mani quando organizza una vita. Io, invece, non sapevo dove mettere la mia.

Andai in cucina. Aprii il frigorifero: mezza mozzarella, ketchup, una birra e un limone morto da due settimane. La fotografia ufficiale di un uomo single vicino ai quarant’anni. Mentre mi versavo dell’acqua, il telefono vibrò: mia sorella Sara. “Domani vieni da papà?”. Dopo poco arrivò un vocale: non era grave, ma il medico aveva trovato qualcosa ai polmoni. “Parliamone con calma”, aggiunse. Nessuno usa “con calma” quando le cose sono davvero tranquille. Rimasi immobile. Mio padre aveva sessantasette anni e aveva sempre curato la salute fumando e dicendo che, prima o poi, bisogna morire di qualcosa.

Era di una generazione di uomini che non parlavano dei problemi; li tenevano in tasca insieme alle chiavi e al pacchetto di sigarette. Quando io e Marta ci lasciammo, lui venne da me, si sedette sul balcone e restò in silenzio per mezz’ora.

Poi, accendendo una sigaretta, pronunciò una frase inutile ma perfetta: “Le donne non si capiscono”. Mi sentii meglio davvero. Sapevano curare il dolore così, stando seduti accanto a te senza cercare soluzioni.

Leggi tutto l'inizio (14 minuti)

Manca poco

Il frigo è ancora chiuso. Ti avviso io quando si apre.

La campagna di preordine su bookabook sta per partire e dura cento giorni. Lasciami l'email: ti scrivo tre volte in tutto — quando apre, a metà strada, prima che chiuda.